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	<title>Autunno d&#039;Appennino</title>
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	<description>Vivere il Parco è vivere le stagioni</description>
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		<title>Autunno d&#039;Appennino</title>
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		<title>Programma del quinto giorno a Sassalbo</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 08:18:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 7 novembre 8.00 Colazione e preparazione delle valige. 10.00 Spostamento a Sassalbo a piedi tramite sentiero. 10.30 Arrivo a Sassalbo, escursione: visita all&#8217;affioramento di gessi triassici che dà il nome al borgo. 13.00 Pranzo presso il Seccatoio Furletti. 15.00 Partenza per il rientro a Salsomaggiore.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=282&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Sabato 7 novembre</h3>
<p>8.00 Colazione e preparazione delle valige.</p>
<p>10.00 Spostamento a Sassalbo a piedi tramite sentiero.</p>
<p>10.30 Arrivo a Sassalbo, escursione: visita all&#8217;affioramento di gessi triassici che dà il nome al borgo.</p>
<p>13.00 Pranzo presso il Seccatoio Furletti.</p>
<p>15.00 Partenza per il rientro a Salsomaggiore.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/282/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=282&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Menù a km zero: alla scoperta dei prodotti del territorio/10</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
				<category><![CDATA[menù a km zero]]></category>
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		<description><![CDATA[24 ristoranti in 4 province per 1 mese e ½ proporranno 1 menù con prodotti a 0 km I prodotti del sottobosco I boschi del Parco Nazionale sono vere e proprie miniere di gusto, officine di produzione di frutti piccoli ma saporiti e preziosi. Innanzitutto, i funghi. Dal termine latino fungus e da quello greco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=307&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>24 ristoranti in<br />
4 province per<br />
1 mese e ½ proporranno<br />
1 menù con prodotti a<br />
0 km</p>
<p>I prodotti del sottobosco</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Prodotti del sottobosco" src="http://farm4.static.flickr.com/3480/3469852937_e2b24ba9ee.jpg" alt="Prodotti del sottobosco" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Prodotti del sottobosco</p></div>
<p>I boschi del Parco Nazionale sono vere e proprie miniere di gusto, officine di produzione di frutti piccoli ma saporiti e preziosi.</p>
<p>Innanzitutto, i funghi. Dal termine latino fungus e da quello greco mykés derivano rispettivamente i nomi fungo (o micete) e micologia (la scienza che si occupa dello studio dei funghi).<br />
Da un punto di vista scientifico, i funghi sono organismi dotati di nucleo, privi di clorofilla, che si originano da spore e si riproducono generalmente sia i maniera sessuata che asessuata.<br />
Tra i funghi presenti nel Parco Nazionale il più noto è il Porcino (Boletus edulis) che cresce nei boschi cedui a fine estate e in autunno.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img title="Boletus aestivalis (funghi porcini), foto Newimage" src="http://farm4.static.flickr.com/3638/3470668472_70bafeebec.jpg" alt="Boletus aestivalis (funghi porcini), foto Newimage" width="375" height="500" /><p class="wp-caption-text">Boletus aestivalis (funghi porcini), foto Newimage</p></div>
<p>Essiccato o fresco, il fungo porcino è protagonista di tutti i menu tradizionali di montagna: sott&#8217;olio, in padella, alla piastra, crudi tagliati sottilissimi, con scaglie di Parmigiano Reggiano, nel sugo delle tagliatelle, oppure come sugo per i tortelli e gli gnocchi di patate&#8230;ogni modo è buono per gustare questa prelibatezza che i nostri boschi ci regalano.</p>
<p>Altri prodotti caratteristici del territorio del Parco dell&#8217;Appennino sono i frutti di bosco, mirtilli, lamponi, fragole, more&#8230;<br />
Sono ricchi di vitamina C, di sostanze antiossidanti per mantenere giovane il corpo e di antociani che gli conferiscono il caratteristico colore che va dal rosso rubino al nero splendente. I frutti di bosco sono apprezzati da soli al naturale a fine pasto o come ingrediente per dolci (crostate, meringhe&#8230;), nei gelati, con succo di limone, con miele o conditi con aceto balsamico&#8230;Possono anche venire cotti in marmellate o salse oppure conservati sotto spirito.<br />
I frutti di bosco non hanno mai occupato un posto di primo piano nella storia della cucina, forse perché erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina, ma disdegnato dai più ricchi. Troviamo riferimenti a questi frutti più che altro in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti, come in quello del 1583 redatto da Baldassare Pisanelli (Trattato de&#8217; cibi e del bere), in cui si illustrano le qualità delle more.</p>
<p>Il lampone contiene una buona quantità di vitamina C. Appartiene alla famiglia delle more e si raccoglie da maggio a settembre. L&#8217;arbusto può raggiungere i due metri d&#8217;altezza. È una pianta facilmente coltivabile e in Europa è nota da almeno quattro secoli</p>
<p>Con il termine mora si definiscono sia la mora di rovo (rossa e nera) sia la mora di gelso (rossastra). Mentre il rovo cresce spontaneamente nelle nostre campagne e nei boschi, il gelso viene coltivato. I frutti maturano nei mesi estivi e vanno mangiati appena colti, perché sono difficili da conservare. Le more sono ricche di vitamina C e acidi organici.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a href="Fragola di bosco, foto di Quirino Fulceri"><img title="Fragola di bosco, foto di Quirino Fulceri" src="http://farm4.static.flickr.com/3585/3470669176_dedc199e0d.jpg" alt="Fragola di bosco, foto di Quirino Fulceri" width="320" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Fragola di bosco-foto di Quirino Fulceri</p></div>
<p>Le fragole di bosco producono frutti dalla primavera all&#8217;autunno. Sono piccole, dolci e profumatissime e per questo devono essere lavate poco per non far perdere l&#8217;aroma.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 338px"><img title="Mirtillo di montagna, foto di Quirino Fulceri" src="http://farm4.static.flickr.com/3590/3469853379_758a722c35.jpg" alt="Mirtillo di montagna, foto di Quirino Fulceri" width="328" height="500" /><p class="wp-caption-text">Mirtillo di montagna, foto di Quirino Fulceri</p></div>
<p>Il mirtillo nero è una specie che caratterizza le brughiere del crinale appenninico Tosco Emiliano al di sopra del limite degli alberi. È una bacca dal sapore acidulo che cresce tipicamente nelle foreste di montagna e si trova fino a 2300 m di quota.Oltre ad avere un interesse botanico ed ecologico costituisce la materia prima per trasformatori e produttori di marmellate e liquori.</p>
<p>Consigli alimentari e valori nutritivi<br />
Lamponi, mirtilli e more, oltre a essere molto gustosi e versatili in cucina, sono una fonte di vitamine e minerali, come si evidenzia dai dati (riferiti a 100 g di frutta).<br />
I lamponi, per la loro naturale bontà, sono molto usati in farmacia per mascherare i gusti sgradevoli dei medicinali. Sono diuretici e lassativi, grazie soprattutto ai semini. Contengono ferro e vitamina C che ne agevola l&#8217;assimilazione.<br />
I mirtilli contengono antiossidanti flavonoidi, come la quercitina, e sono antibatterici naturali. Grazie alle antocianine risultano efficaci soprattutto contro alcuni tipi di infezioni gastrointestinali e di cistiti. Inoltre, gli antocianosidi proteggono i vasi sanguigni, fortificano i capillari e tonificanole vene.<br />
Le more contengono fibra, potassio, manganese, vitamine C ed E, utili per cuore e arterie grazie all&#8217;azione antiossidante svolta che difende dai radicali liberi, coinvolti nello sviluppo di malattie cardiovascolari e dei tumori. Inoltre, l&#8217;acido folico aiuta a tener bassi i livelli di omocisteina nel sangue, sostanza che, se elevata, è un fattore di rischio cardiovascolare come colesterolo e trigliceridi.</p>
<p>Lamponi &#8211; Carboidrati: 5,3; proteine: 0,9; grassi: 0,4; acqua: 84,6; calorie: 34<br />
Mirtilli &#8211; Carboidrati: 5,1; proteine: 0,9; grassi: 0,2; acqua: 85,9; calorie: 26<br />
Mora di rovo &#8211; Carboidrati: 5,2; proteine: 1,3; grassi: 0; acqua: 85; calorie: 26.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/307/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/307/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=307&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Programma del quarto giorno a Sassalbo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 07:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 6 novembre 8.00 Colazione e sistemazione delle camere. 9.00 Partenza in autobus per Cerreto Laghi. I ragazzi vengono divisi in due gruppi: un gruppo effettuerà attività di orienteering, mentre l’altro effettuerà un giro in mountain bike, in area Lago Pranda. 12.00 Rientro al centro e preparazione del pranzo. 13.00 Pranzo al Centro e collaborazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=280&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Venerdì 6 novembre</h3>
<p>8.00 Colazione e sistemazione delle camere.</p>
<p>9.00 Partenza in autobus per Cerreto Laghi. I ragazzi vengono divisi in due gruppi: un gruppo effettuerà attività di orienteering, mentre l’altro effettuerà un giro in mountain bike, in area Lago Pranda.</p>
<p>12.00 Rientro al centro e preparazione del pranzo.</p>
<p>13.00 Pranzo al Centro e collaborazione al riordino di cucina e refettorio.</p>
<p>14.30 I ragazzi a gruppi preparano i vari piatti tipici che hanno conosciuto durante il soggiorno per la festa che si terrà la sera presso la sede del Parco a Sassalbo.</p>
<p>18.00 Spostamento in autobus a Sassalbo per l’organizzazione del buffet.</p>
<p>19.30 Cena. I ragazzi raccontano… presentazione alla comunità locale delle esperienze di cucina e non fatte  durante il soggiorno e illustrazione dei piatti preparati per la serata.</p>
<p>21.15 Visione del Film “Sassalbo provincia di Sydney” presso la sede del Parco Nazionale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=280&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Menù a km zero: alla scoperta dei prodotti del territorio/9</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
				<category><![CDATA[menù a km zero]]></category>
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		<description><![CDATA[24 ristoranti in 4 province per 1 mese e ½ proporranno 1 menù con prodotti a 0 km La Civiltà del Castagno &#160; Prima dell’introduzione della patata, la castagna era la risorsa alimentare essenziale dei paesi con terreni silicei e teneva il posto del pane e spesso della carne. L’albero ed i suoi frutti furono, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=305&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>24 ristoranti in<br />
4 province per<br />
1 mese e ½ proporranno<br />
1 menù con prodotti a<br />
0 km</p>
<p><strong>La Civiltà del Castagno</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Castagne essiccate, foto di AlterEco" src="http://farm4.static.flickr.com/3567/3470687084_ed2d84948b.jpg" alt="Castagne essiccate, foto di AlterEco" width="500" height="335" /><p class="wp-caption-text">Castagne essiccate, foto di AlterEco</p></div>
<p>Prima dell’introduzione della patata, la castagna era la risorsa alimentare essenziale dei paesi con terreni silicei e teneva il posto del pane e spesso della carne. L’albero ed i suoi frutti furono, qua e là, il cuore dei gruppi umani che ne dipendevano così strettamente come gli eschimesi sono legati all’esistenza delle foche e vi sono associate tante tradizioni, tecniche e pratiche, paesane e domestiche, che si può parlare di una vera civiltà del Castagno.</p>
<p>In alcune regioni la Castagna non fu mai il solo nutrimento, ma, per gran parte dell’anno, i poveri non conoscevano altri cibi.<br />
Il Castagno è la pianta di interesse forestale che, fra tutte, più ha legato la sua diffusione alle vicende dell’uomo, a tal punto che, oggi, non è possibile stabilire con certezza la sua area di indigenato.</p>
<p>In varie regioni italiane, per molti secoli e fino a tempi piuttosto recenti, la farina di castagne è stata il principale alimento delle popolazioni montane, tanto che il castagno ha meritato l’appellativo di “Albero del Pane”.<br />
L’importanza che il castagneto aveva in passato è testimoniata dal fatto che sono noti documenti che dimostrano come fino dal XVI secolo vennero emanate particolari norme di tutela. La sostituzione di un castagneto con altre colture (viti, olivi e fruttiferi vari) poteva avvenire solo su licenza di apposite autorità. In alcuni casi l’autorizzazione era concessa a condizione che si attuasse l’impianto, in un’altra zona, di un numero maggiore di castagni con l’impegno anche di eseguire le cure colturali necessarie.<br />
L’esodo dalle campagne verso i centri urbani, avvenuto nel dopoguerra, è stato una delle cause determinanti la riduzione della produzione di castagne. Contemporaneamente a questo fenomeno sociale, che tra l’altro può avere determinato anche un cambiamento di gusti in conseguenza di nuove opportunità alimentari, si è verificata la comparsa di malattie come il male dell’inchiostro (Phytophtora cambivora) e il cancro corticale (Cryphonectria parasitica) che hanno contribuito, in misura massiccia, alla diminuzione sia della produzione di castagne che della superficie destinata a castagneto.</p>
<p><strong>La farina di castagne</strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img title="Gradile, seccatoio per castagne, foto di AlterEco" src="http://farm4.static.flickr.com/3636/3469874785_fb219c6f3e.jpg" alt="Gradile, seccatoio per castagne, foto di AlterEco" width="375" height="500" /><p class="wp-caption-text">Gradile, seccatoio per castagne, foto di AlterEco</p></div>
<p>La farina di castagne viene ottenuta mediante la macinazione delle castagne seccate. Il prodotto migliore, ben diverso per sapore e profumo da quello industriale, è ottenuto con il metodo tradizionale dell&#8217;essiccamento sul fuoco nel metato. Il metato è un locale munito di un soffitto (graticcio) formato di listelli di legno, distanziati quel tanto da non lasciar passare una piccola castagna.<br />
Le castagne raccolte vengono stese in uno strato di qualche decina di centimetri sul graticcio e sotto di esso, sul pavimento al centro del locale, viene mantenuto acceso il fuoco per oltre un mese, usando robusti pezzi di legno di castagno stagionato. Le castagne assumono quindi un vago sapore di affumicato.<br />
La migliore farina è ottenuta macinando con macine a pietra le castagne, liberate dal loro involucro esterno e prive di ogni residuo di pellicina. La farina ottenuta sarà finissima e con leggero color avorio.<br />
La farina di castagne è un ottimo alimento, ricco di carboidrati e sali minerali; non contenendo glutine è ottimo sostituto della farina di grano per chi soffre di celiachia.<br />
La sua analisi chimica dimostra che è un alimento completo del tutto paragonabile alla farina di frumento o di mais (per 100 gr. di prodotto):<br />
Acqua (gr) 11,4<br />
Proteine (gr) 6,1<br />
Lipidi (gr) 3,7<br />
Gluicidi (gr) 76,2<br />
Kcal. (mg) 343<br />
Sodio (mg) 11<br />
Potassio (mg) 847<br />
Ferro (mg) 3,2<br />
Calcio (mg) 50<br />
Fosforo (mg) 164<br />
Tiamina (mg) 0,23<br />
Riboflavina (mg) 0,37<br />
Niacina (mg) 1</p>
<p><strong>Il castagnaccio</strong><br />
Il castagnaccio, almeno nel linguaggio moderno, è una torta di farina di castagne, più o meno insaporita a seconda degli usi locali. Si può mangiare caldo o freddo, da solo oppure con ricotta o formaggi dolci. Nato per una cucina povera in tempi in cui pochi potevano contare le portate, non è un dolce, ma un piatto unico.  La ricetta base e più semplice ed antica per ottenere una teglia di castagnaccio di 30&#215;30 cm (36 cm di diametro per una teglia tonda) è la seguente: prendere 1 kg di farina e aggiungere a poco a poco acqua (circa un litro e mezzo) fino ad ottenere una pastella non troppo densa che ancora riesca a colare e ad autolivellarsi. Aggiungere un mezzo cucchiaino di sale, mescolare bene e versare nella teglia preventivamente unta con un po&#8217; d&#8217;olio e rivestita di pangrattato. Ai nostri tempi si può usare una teglia antiaderente o una teglia rivestita di carta da forno. Lo spessore della pastella non dovrà superare i 2 cm. Spargere sulla pastella circa due etti di noci a pezzetti e di pignoli (che in gran parte affonderanno), una cucchiaiata di aghi di rosmarino, un filo di olio e poi mettere al forno a circa 200 gradi per 30-60 minuti; il tempo di cottura varia con la densità della pastella e con il suo spessore.  Sarà pronto quando avrà assunto un bel colore marron scuro e l&#8217;impasto, provato con uno stuzzicadenti, risulterà asciutto. La superficie sarà tutta screpolata.</p>
<p><strong>La pattona </strong><br />
È il termine usato in Lunigiana per indicare il castagnaccio di sola farina di castagne, senza alcuna aggiunta, salvo poco sale (in altre zone il termine indica la polenta di farina di castagne). In alcune zone della Toscana era anticamente chiamato castagnaccio e non vi è dubbio che esso fosse il piatto base della alimentazione in tempi più antichi.<br />
Differisce dal castagnaccio, a causa del sistema di cottura, perché è molto più sottile (al massimo un centimetro) e non presenta alcuna screpolatura.  La pattona viene cotta direttamente nella base del forno a campana (il &#8220;testo&#8221;).<br />
Dopo aver fatta la solita pastella, già vista per il castagnaccio, si stendono su di un tagliere rotondo, del diametro del testo, delle foglie di castagno fresche oppure, in inverno, foglie essiccate e fatte rinvenire in acqua. Le foglie vanno disposte in modo da ricoprire tutto il tagliere, senza fessure e in modo da facilitare lo scivolamento verso il testo. Fatto ciò si versa la pastella sulle foglie, senza superare lo spessore di un centimetro al centro, si prende il testo arroventato nel fuoco e vi si fa scivolare dentro il tutto; se si sbaglia ci si ritrova con un bell&#8217;impasto di foglie e farina di castagne!<br />
Si copre il testo con la campana di ghisa pure arroventata e si lascia cuocere. Alla fine la pattona avrà un bel colore marron uniforme, senza screpolature, con consistenza elastica. Le foglie bruciate e rimaste ancora attaccate ad essa, si grattano via.  I contadini un tempo la mangiavano calda o fredda, senza companatico. Ora è considerata una prelibatezza accompagnata da fette di coppa o di formaggio fresco, o pecorino, o gorgonzola, che si pongono sopra la pattona bollente in modo che si fondano.<br />
Se si rinunzia alla deliziosa fragranza impartita dalle foglie bruciate, si riesce a fare una pattona decente anche nel forno di casa. Rivestire il fondo della piastra del forno di carta da forno e versare su di essa la pastella. Cuocere poi a 200 gradi per 20-30 minuti.<br />
Analoghi alla pattona sono i necci della Garfagnana (dove la farina viene chiamata&#8221;farina di necci&#8221;) che differiscono solo per lo strumento di cottura: si usano due attrezzi (detti anch&#8217;essi &#8220;testi&#8221; o &#8220;cotte&#8221; a chiara derivazione dalla pattona) di ferro rotondi con un lungo manico che si riscaldano sulla fiamma viva e si ungono con cotenna di maiale; poi si mette su uno di essi la pastella, si copre con l&#8217;altro e si ripongono nel fuoco, girandoli a metà cottura, finché il neccio è cotto.<br />
Chiaro che l&#8217;uso del grasso di maiale (non usato in passato e non usato là dove si impiegano ancora i testi di terracotta) introduce un sapore che allontana di molto i necci dalla pattona.  Nulla vieta di inserire anche una foglia di castagno che dia profumo.</p>
<p><strong>La polenta</strong><br />
Far bollire due litri di acqua con qualche cucchiaio di olio e poco sale; versare 600 grammi di farina setacciata a pioggia e rimescolare bene per far sciogliere i grumi; eventualmente usare una frusta elettrica. Far bollire a fuoco moderato e facendo attenzione che non attacchi, per circa 40 minuti; è quasi indispensabile usare un paiolo di rame. Togliere l&#8217;acqua che affiora e tenerla da parte. Togliere il paiolo dal fuoco e rimescolare la polenta raggiungendovi la sua acqua per ottenere la giusta consistenza, paragonabile a quella di una polenta di farina di mais fine, un po&#8217; &#8220;lenta&#8221;. Rimetterla sul fuoco per un minuto o due fino a che incomincia di nuovo a scoppiettare e poi servirla.  Si può condire con olio e formaggio fondente oppure usarla come contorno per salumi o formaggi.  Anticamente veniva mangiata (senza condimenti) con latte caldo o ricotta o con alimenti saporiti come cipolle, pesci in aceto, salsicce in umido.</p>
<p><strong>Le Frittelle</strong><br />
Preparare la solita pastella, ma un po&#8217; più fluida. In una padella portare a temperatura di frittura abbondante strutto (quando il cucchiaio di legno immersovi dentro sfrigola, il grasso è pronto) e poi con un mestolino versarvi la pastella in modo da ottenere delle frittelle di circa 7-8 cm di diametro. Cuocerle bene fino a che assumono un bel colore marron; qualche macchietta di bolla bruciaticcia non guasta.  Scolarle e servirle ben calde in modo da poterne usare due per fare una specie di sandwich imbottito di coppa, speck o formaggio a piacere che fonderanno per il calore.<br />
In Lunigiana vengono chiamate &#8220;padeletti&#8221;, che è nome generico per ogni tipo di frittella.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/305/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=305&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Castagne essiccate, foto di AlterEco</media:title>
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			<media:title type="html">Gradile, seccatoio per castagne, foto di AlterEco</media:title>
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		<title>Programma del terzo giorno a Sassalbo</title>
		<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/11/05/programma-del-terzo-giorno-a-sassalbo/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
				<category><![CDATA[castagneto-scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì 5 novembre 8.00 Colazione e sistemazione delle camere. 9.00 Partenza in autobus  per Filattiera. 10.00 Arrivo al Mulino ad acqua di Filattera, visita del mulino. Il mugnaio illustrerà il funzionamento del mulino, con confronto tra il passato e il presente. I ragazzi avranno la possibilità di osservare direttamente il processo di macinatura delle castagne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=278&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Giovedì 5 novembre<strong><br />
</strong></h3>
<p>8.00<strong> </strong>Colazione e sistemazione delle camere.</p>
<p>9.00<strong> </strong>Partenza in autobus  per Filattiera.</p>
<p>10.00<strong> </strong>Arrivo al Mulino ad acqua di Filattera, visita del mulino. Il mugnaio illustrerà il funzionamento del mulino, con confronto tra il passato e il presente. I ragazzi avranno la possibilità di osservare direttamente il processo di macinatura delle castagne per la produzione della farina di castagne della Lunigiana.</p>
<p>11.00<strong> </strong>Partenza dal mulino in direzione Soliera, per la visita ad un agriturismo che produce vino e olio.</p>
<p>13.00<strong> </strong>Pranzo con degustazione presso l’Agriturismo.</p>
<p>14.00 Visita alle vigne e agli uliveti. I produttori di salumi e formaggi raccontano&#8230;</p>
<p>16.00 Rientro al Centro e laboratorio di cucina per la preparazione della cena con Emanuele Bertocchi (Coldiretti Massa Carrara).</p>
<p>19.30 Cena al Centro. Dopo cena collaborazione al riordino di cucina e refettorio.</p>
<p>21.00 Emanuele Bertocchi racconta i piatti tipici della Lunigiana.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/278/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/278/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=278&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">parcoappennino</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Menù a km zero: alla scoperta dei prodotti del territorio/8</title>
		<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/11/04/menu-a-km-zero-alla-scoperta-dei-prodotti-del-territorio8/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
				<category><![CDATA[menù a km zero]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[km 0]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>

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		<description><![CDATA[24 ristoranti in 4 province per 1 mese e ½ proporranno 1 menù con prodotti a 0 km Il formaggio pecorino In Lunigiana e Garfagnana prevalgono i formaggi pecorini, che fanno capo a una secolare tradizione di allevamenti ovini. In tutta l&#8217;alta Lunigiana si gusta un pecorino di ottima qualità, prodotto in forme medio-piccole, tonde [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=285&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>24 ristoranti in<br />
4 province per<br />
1 mese e ½ proporranno<br />
1 menù con prodotti a<br />
0 km</p>
<p><strong>Il formaggio pecorino</strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Formaggio pecorino, foto di tiny banquet committee" src="http://farm4.static.flickr.com/3203/2794578220_3f61f55d21.jpg" alt="Formaggio pecorino, foto di tiny banquet committee" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Formaggio pecorino, foto di tiny banquet committee</p></div>
<p>In Lunigiana e Garfagnana prevalgono i formaggi pecorini, che fanno capo a una secolare tradizione di allevamenti ovini. In tutta l&#8217;alta Lunigiana si gusta un pecorino di ottima qualità, prodotto in forme medio-piccole, tonde irregolari, di pasta bianco-gialla, saporito e dall&#8217;aroma intenso.</p>
<p>Il colore della crosta del pecorino della Lunigiana è giallo con varie tonalità: in particolare, caratteristica è quella color giallo carico per il tipo a pasta tenera. La pasta è bianca-paglierina nel pecorino tenero e paglierina in quello a pasta dura.<br />
Plinio il Vecchio, nella sua monumentale Storia Naturale, accenna in alcuni passi alla produzione del Pecorino in Toscana. A metà del 1800 era già un formaggio specifico preparato con precise tecniche di procedura.<br />
E ancora adesso i nostri contadini della zona di Zeri preparano con cura e amore il loro prestigioso formaggio, caciotte e pecorino, tutelati da un marchio di qualità.</p>
<p>Il pecorino della Garfagnana e delle colline lucchesi è uno dei prodotti più tipici della provincia di Lucca, prodotto ancora seguendo le antiche tradizioni.<br />
Ottimo sia fresco e baccellone (chiamato così perché si usa mangiarlo insieme alle fave o baccelli) che stagionato.<br />
Prodotto solitamente a partire dal latte di pecore di razza massese, allevate brade sui pascoli della valle, utilizzando caglio di agnello (ma anche capretto o vitello) dopo averlo riscaldato in caldaie a circa 38 gradi.<br />
Il pecorino della Garfagnana si presenta in forme da poco meno di un chilogrammo fino a circa tre kg, spesse più o meno 10-12 cm e di colore variabile dal giallo chiaro (se fresche) al marrone. Anche la pasta varia ovviamente di colore e consistenza con la stagionatura, passando dal bianco latte al giallo chiaro.</p>
<p>Originale il formaggio &#8220;accasciato&#8221; (o formaggio del piatto dei pastori), un formaggio fresco di latte ovino e vaccino prodotto in Garfagnana, chiamato così perché tende ad assumere una forma piuttosto sfaldata una volta tolto dalle fascere.<br />
L&#8217;accasciato, prodotto sia in purezza con solo latte ovino che con latte misto ovino e vaccino, era anticamente fatto cagliare con il caglio estratto dal cardone selvatico, una pianta piuttosto comune. Si assapora al meglio fresco, ma può essere stagionato fino a due mesi.<br />
Il formaggio accasciato di migliore qualità è quello prodotto all&#8217;inizio dell&#8217;anno, fino a primavera, con solo latte ovino, mentre in estate si trovano più facilmente forme prodotte con latte misto o addirittura solo vaccino.<br />
L&#8217;accasciato è inserito nel “Paniere dei prodotti tipici e tradizionali della provincia di Lucca”.</p>
<p>Nella montagna reggiana, oltre al Parmigiano Reggiano, si produce il Pecorino dell&#8217;Appennino Reggiano, tipico prodotto agroalimentare a testimonianza dell&#8217;antica tradizione casearia dei pastori della montagna.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/285/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=285&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Formaggio pecorino, foto di tiny banquet committee</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Programma del secondo giorno a Sassalbo</title>
		<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/11/04/programma-del-secondo-giorno-a-sassalbo/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 06:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 4 novembre 8.00 Colazione 9.00 Partenza a piedi, escursione nel castagneto sul sentiero 9 bis verso il borgo di Sassalbo. Visita guidata del borgo e dei tre seccatoi ancora utilizzati e attualmente accesi. 13.00 pranzo al sacco nei pressi del castagneto. 14.00 Raccolta delle castagne. 15.00 Visita al laboratorio delle macellerie Bertocchi di Sassalbo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=272&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Mercoledì 4 novembre</h3>
<p>8.00 Colazione</p>
<p>9.00 Partenza a piedi, escursione nel castagneto sul sentiero 9 bis verso il borgo di Sassalbo. Visita guidata del borgo e dei tre seccatoi ancora utilizzati e attualmente accesi.</p>
<p>13.00 pranzo al sacco nei pressi del castagneto.</p>
<p>14.00 Raccolta delle castagne.</p>
<p>15.00 Visita al laboratorio delle macellerie Bertocchi di Sassalbo dove Mario Bertocchi racconterà come si fanno salame, mortadella di Sassalbo e salsicce.</p>
<p>15.45<strong> </strong>Carscenta da Fiorini.</p>
<p>16.45 Merenda presso uno dei tre seccatoi, dove i ragazzi collaboreranno alla preparazione delle caldarroste. I nonni raccontano le fole nel metato.</p>
<p>19.30 Cena, pizza al Bar Notte e Dì di Furletti Alessandro.</p>
<p>21.00 Visita alla Sede del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e presentazione del Parco a cura del Dott. Vignali, direttore dell&#8217;Ente.</p>
<p>22.30 Rientro al Centro a piedi con escursione notturna.</p>
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		<title>Menù a km zero: alla scoperta dei prodotti del territorio/7</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 10:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
				<category><![CDATA[menù a km zero]]></category>
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		<category><![CDATA[prosciutto di parma]]></category>
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		<description><![CDATA[24 ristoranti in 4 province per 1 mese e ½ proporranno 1 menù con prodotti a 0 km I salumi Nel territorio del Parco Nazionale dell&#8217;Appennino Tosco Emiliano si producono molti tipi diversi di salumi. Il più noto è senza dubbio il prosciutto di Parma. Il termine “prosciutto” deriva dal latino prae exuctus, prosciugato, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=269&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>24 ristoranti in<br />
4 province per<br />
1 mese e ½ proporranno<br />
1 menù con prodotti a<br />
0 km</p>
<p><strong>I salumi</strong></p>
<p>Nel territorio del Parco Nazionale dell&#8217;Appennino Tosco Emiliano si producono molti tipi diversi di salumi.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Il prosciutto di Parma, foto di Simeone Ricci" src="http://farm4.static.flickr.com/3647/3469872419_022cafbf65.jpg" alt="Il prosciutto di Parma, foto di Simeone Ricci" width="500" height="323" /><p class="wp-caption-text">Il prosciutto di Parma, foto di Simeone Ricci</p></div>
<p>Il più noto è senza dubbio il <strong>prosciutto di Parma</strong>. Il termine “prosciutto” deriva dal latino <em>prae exuctus</em>, prosciugato, e si riferisce a un taglio di carne del maiale corrispondente all&#8217;arto posteriore, volgarmente noto come coscia posteriore.<br />
Già famoso in epoca romana, come testimoniano testi di Marco Terenzio Varrone (I secolo a.C.), Polibio e Strabone. Quando Annibale nel 217 a.C. entrò in Parma fu accolto come liberatore e gli abitanti per festeggiare gli offrirono delle cosce di maiale conservate sotto sale dentro dei barili di legno che lui apprezzò moltissimo.<br />
Lo sviluppo di questa tradizione fu senz&#8217;altro influenzato dalla presenza nella zona di Parma di sorgenti saline come ad esempio quelle di Salsomaggiore. Ricco di sodio, bromo, zolfo e nitriti, questo sale bloccava facilmente lo sviluppo di batteri, portando i contadini a conservare ogni tipo di carne, dalla fettina più sottile fino alla spalla o alla coscia.<br />
Dopo la caduta del Regno Longobardo il Magister Porcarium ricopriva una posizione pari a quella di un maestro artigiano e di gran lunga superiore a quella del maestro pecoraio.<br />
È intorno all&#8217;anno 1000 che il prosciutto comincia a caratterizzarsi come alimento pregiato.<br />
Nel Cinquecento si ha una delle prime testimonianza sul prosciutto di Parma in una poesia di Pomponio Torelli. Nello stesso periodo compaiono numerose leggi che proibiscono la libera circolazione dei maiali in città, segnale che l&#8217;allevamento suino doveva essere molto svilippato nella zona.</p>
<p>Meno conosciuti ma non di minor qualità sono i salumi della Garfagnana.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Biroldo della Garfagnana, foto di Silvia Martinelli" src="http://farm4.static.flickr.com/3518/3470688796_d46f46209b.jpg" alt="Biroldo della Garfagnana, foto di Silvia Martinelli" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Biroldo della Garfagnana, foto di Silvia Martinelli</p></div>
<p>Il <strong>biroldo </strong>è un salume di origine molto antica, confezionato con le parti meno nobili del maiale, come la testa, il cuore e la lingua, insaccati nella vescica o nello stomaco. Il risultato è un salume dal gusto piccante, dal colore molto scuro e dalla forma a palla leggermente schiacciata. Ha una consistenza abbastanza morbida e un intenso profumo di spezie e aromi.<br />
Va consumato tagliato a striscioline alte un centimetro entro quindici giorni dalla produzione, magari accopagnato dal tipico pane di castagne garfagnine o dal pane di patate. Può anche essere frito nell&#8217;olio.<br />
Attualmente il biroldo della Garfagnana viene prodotto da due salumifici e da una macelleria a Ghivizzano, Villa Soraggio e Pian di Coreglia, che hanno una produzione complessiva di 500 quintali all&#8217;anno. Viene venduto quasi interamente nella zona di produzione.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Mondiola della Garfagnana, foto di Silvia Martinelli" src="http://farm4.static.flickr.com/3614/3469872101_cbf3f9f268.jpg" alt="Mondiola della Garfagnana, foto di Silvia Martinelli" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Mondiola della Garfagnana, foto di Silvia Martinelli</p></div>
<p>La <strong>mondiola</strong> è una sorta di salame garfagnino, dalla forma a u con una foglia di alloro al centro, preparato con le parti anteriori del maiale, più ricche di sangue, che danno a questo salume il caratteristico gusto pronunciato. Anche la mondiola ha radici molto antiche, prodotto fin da quando le famiglia contadine hanno cominciato ad allevare maiali.<br />
La pasta della mondiola è di consistenza morbida, con granatura media e colore rosso intenso. Il profumo è speziato e gradevole. Il sapore risulta forte e piacevolmente persistente. Sull&#8217;involucro di colore grigio marrone si trova un leggero strato di farina.<br />
Si utilizza come un qualsiasi salume in antipasto, possibilmente accompagnato da pane di granturco otto file.<br />
La mondiola della Garfagnana viene prodotta in quantità molto limitate che non superano i 500 kg l&#8217;anno e viene commercializzata quasi esclusivamente in loco.</p>
<p>La <strong>spalla cotta di Filattiera</strong> è un salume tondeggiante, ottenuto dalle cosce dei suini, dal sapore delicato e dolce, poco salato e con aroma fragrante. Ha colore tra il rosa e il rosso, inframmezzato dal bianco puro delle parti grasse.<br />
La spalla cotta viene confezionata ancora oggi secondo tecniche di trasformazione e stagionatura tradizionali. Deve il suo sapore anche al caratteristico clima e all&#8217;altitudine della zona di produzione.<br />
Un tempo la spalla cotta veniva venduta in occasione della Fiera di San Ginesio, il 25 agosto, a Filetto di Villafranca, e i produttori utilizzavano il ricavato per acquistare un nuovo maiale.<br />
La spalla cotta si serve preferibilmente tiepida e tagliata a fette con salsa verde da bollito, ma può essere consumata anche fredda. Si accompagna generalmente a contorni di verdure, sformati di patate o purè di patate.<br />
Questo salume tipico di Filattiera e delle zone limitrofe viene prodotto da molti abitanti per il solo consumo familiare. Si può stimare una produzione annua di circa 7 quintali. La tradizione lega questo prodotto alla festa che si svolge a Filattiera il secondo martedì di giugno, la Fiera del Ponte.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/269/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/269/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=269&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Castagneto Scuola: gli studenti di Salsomaggiore a Sassalbo</title>
		<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/11/03/288/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano i soggiorni nel Castagneto Scuola. Dal 3 al 7 novembre soggiorneranno presso il centro delle biodiversità “I frignoli”, nel comune di Fivizzano (MS), gli studenti dell&#8217;istituto alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme (PR). Ecco il programma del primo giorno: Martedì 3 novembre 9.30 Arrivo al Centro “I Frignoli”, sistemazione in struttura e accoglienza e visita [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=288&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano i soggiorni nel Castagneto Scuola.</p>
<p>Dal 3 al 7 novembre soggiorneranno presso il centro delle biodiversità “I frignoli”, nel comune di Fivizzano (MS), gli studenti dell&#8217;istituto alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme (PR).</p>
<p>Ecco il programma del primo giorno:</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3>Martedì 3 novembre</h3>
<p>9.30 Arrivo al Centro “I Frignoli”, sistemazione in struttura e accoglienza e visita guidata al Centro.</p>
<p>12.00 I ragazzi collaborano nella preparazione del pranzo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>14.30 Divisione del gruppo, una parte si reca nel castagneto adiacente al centro per la pulitura del bosco. Il secondo gruppo effettuerà un laboratorio didattico a mezzo di scheda di rilevamento sul castagno, per iniziare a scoprire l’albero del castagno dal punto di vista botanico.<br />
In seguito i gruppi si scambieranno le attività.</p>
<p>17.00<strong> </strong>Rientro dei due gruppi in laboratorio per poter osservare le caratteristiche più minute del castagno grazie all’utilizzo dello stereo-microscopio, alla scoperta delle sue proprietà nutritive, i suoi utilizzi, la conservazione e il recupero dei castagneti in termini ambientali, sociali ed economici.</p>
<p>18.15 Laboratorio del gusto: preparazione della “Torta di Patate”, torta salata tipica Sassalbina, con Francesca Fiorini.</p>
<p>19.30 Cena al Centro, i ragazzi collaborano nella preparazione della cena e dopo cena collaborazione al riordino di cucina e refettorio.<strong> </strong></p>
<p>21.00 Visione del filmato sulla Lunigiana e laboratorio: la foto-interpretazione del paesaggio con le foto del paesaggio dell’alta valle del Rosaro e della Valle dell’inferno.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/autunnodappennino.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/autunnodappennino.wordpress.com/288/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=288&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Menù a km zero: alla scoperta dei prodotti del territorio/6</title>
		<link>http://autunnodappennino.wordpress.com/2009/11/02/menu-a-km-zero-alla-scoperta-dei-prodotti-del-territorio6/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parcoappennino</dc:creator>
				<category><![CDATA[menù a km zero]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
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		<category><![CDATA[miele]]></category>

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		<description><![CDATA[24 ristoranti in 4 province per 1 mese e ½ proporranno 1 menù con prodotti a 0 km Il miele della Lunigiana La Lunigiana è un territorio vocato all&#8217;apicoltura. Il mancato sviluppo industriale della regione, i pascoli e i boschi in cui &#8216;intervento dell&#8217;omo è rimasto limitato fanno sì che si sia conservato un ambiente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=autunnodappennino.wordpress.com&amp;blog=9790785&amp;post=264&amp;subd=autunnodappennino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>24 ristoranti in<br />
4 province per<br />
1 mese e ½ proporranno<br />
1 menù con prodotti a<br />
0 km</p>
<p><strong>Il miele della Lunigiana</strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Miele della Lunigiana DOP, foto di AlterEco" src="http://farm4.static.flickr.com/3503/3470688888_e538790134.jpg" alt="Miele della Lunigiana DOP, foto di AlterEco" width="500" height="335" /><p class="wp-caption-text">Miele della Lunigiana DOP, foto di AlterEco</p></div>
<p>La Lunigiana è un territorio vocato all&#8217;apicoltura. Il mancato sviluppo industriale della regione, i pascoli e i boschi in cui &#8216;intervento dell&#8217;omo è rimasto limitato fanno sì che si sia conservato un ambiente naturale integro da qualsiasi tipo di inquinamento, habitat ideale per le api.</p>
<p>È storicamente accertato che l&#8217;apicoltura costituisce una fonte di reddito in Lunigiana da molti secoli. Un documento del 1508 testimonia l&#8217;esistenza di una tassa su ogni alveare posseduto e mostra che la maggior parte ne possedeva più di uno, per arrivare in alcuni casi anche a 15-20. L&#8217;importanza dell&#8217;apicoltura si può riscontrare anche leggendo le regolamentazioni delle varie comunità e Usi Civici, che prestavano molta attenzione sia al recupero dei vari sciami vaganti, sia alla collocazione dei bugni sul territorio, nonché alle varie operazioni di conduzione degli apiari.</p>
<p>Il miele della Lunigiana è il primo miele italiano ad ottenere dall&#8217;Unione Europea il marchio DOP Denominazione di Origine Protetta, il massimo riconoscimento della tipicità di un prodotto. Il territorio di produzione comprende i14 comuni della Lunigiana, il cui paesaggio tipicamente montano presenta una vegetazione molto varia con una particolare diffusione di boschi di acacia e di castagno.<br />
La denominazione di origine protetta è riservata a due tipologie: miele di acacia e miele di castagno.<br />
Il miele di castagno<br />
Viene raccolto dalla seconda metà di giugno alla prima metà di luglio, caratterizzato da un colore marrone scuro ha un profumo molto aromatico e caratteristico, un gusto forte e penetrante anche se non risulta particolarmente amaro per la presenza abbastanza consistente di nettare di rovo, che fiorisce contemporaneamente al castagno. Si presenta liquido con tendenza a cristallizzare nel tempo in maniera irregolare. Ottimo come antisettico per lo stomaco e la mucosa bronchiale, favorisce la circolazione venosa.<br />
Il miele di acacia<br />
Viene raccolto nella seconda metà del mese di maggio sui grappoli bianchissimi e profumati dei fiori di acacia. Date le condizioni climatiche incerte del periodo, la produzione del miele di acacia può essere abbondante o nulla. Si mantiene a lungo liquido e limpido. Il colore è molto chiaro, da pressoché incolore a giallo paglierino. L&#8217;odore è leggero, poco persistente, fruttato, confettato, simile a quello dei fiori. Il sapore molto delicato e leggero, con sapori che richiamano la vaniglia ed il confetto lo rendono un miele molto ricercato. Indicato per i bambini e i diabetici, ottimo per il fegato affaticato.</p>
<p>I cambiamenti climatici, con una primavera molto piovosa, le nuove malattie che interagiscono con quelle vecchie, i troppi trattamenti antivarroa (la Varroa destructor è un acaro parassita esterno) che in parte minano le difese naturali delle api, l&#8217;impiego di insetticidi neurotossici in agricoltura mettono in seria difficoltà la sopravvivenza delle api.<br />
Anche in Lunigiana quest&#8217;anno si è avuta una consistente moria di api che ha portato a una minore produzione di miele.</p>
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